Questo piatto ha origini antichissime, infatti, etimologicamente pare che il termine “scapece” venga dall’arabo “As-sikbāj”, attraverso la sua trascrizione latina di “assipitium” e poi quella spagnola “escabèche”. Altre teorie attribuiscono la sua origine al cuoco dell’Antica Roma Marco Gavio Apicio, nel suo “De re coquinaria”, che descrive una preparazione a base di verdure, o ortaggi fritti e pesce azzurro. La sua ricetta come la conosciamo oggi ebbe la sua origine a Gallipoli e si diffuse in seguito in altre regioni, nacque nel periodo in cui la città marinara era costretta a subire gli assedi da parte delle potenze mediterranee. Per scongiurare la fame era necessario rifornirsi di cibo da conservare per molto tempo e il pesce, abbondante nei mari intorno alla città, si prestava a questo uso. Risulta essere ancora oggi un piatto prelibato, frutto della nostra terra e del nostro mare. I pochi scapeciari rimasti vanno a venderlo di paese in paese durante le feste e le fiere patronali.
INGREDIENTI:
- 800 gr di pesce razza o palombo;
- olio per friggere (1 litro);
- farina di semola q.b.;
- aceto (1 litro);
- zafferano (3 bustine);
- mollica di pane della pagnotta casereccia da 1 kg;
- sale q.b.
PROCEDIMENTO:
Pulire il pesce fresco, eviscerarlo, tagliarlo a tranci e infarinarlo, riscaldare l’olio in una padella larga ed immergerlo per la frittura; scolare non appena raggiunta la doratura e porre sulla carta assorbente ad asciugare; salare e lasciare a raffreddare.
Prendere una terrina, versare l’aceto, mescolare e sciogliere lo zafferano all’interno.
Porre la mollica in un altro contenitore e ricoprirla completamente con l’aceto aromatizzato allo zafferano; lasciare insaporire per qualche minuto.
Prendere un contenitore alto e cominciare a riempirlo con un primo strato di mollica imbevuta nell’aceto allo zafferano; continuare con uno strato di pesce fritto e poi ancora di mollica, alternando fino ad esaurire gli ingredienti; concludere con un ultimo strato che deve essere di mollica di pane, ricoprire con la pellicola trasparente e lasciare a marinare per 24 ore in frigorifero. La scapece è pronta per essere gustata!
LO SAPEVI CHE?
Sapevi che la scapece è un piatto anche legato all’Imperatore Federico II di Svevia, nipote di Barbarossa? Si racconta infatti, che fosse molto goloso di questo piatto, tanto da farselo preparare spesso con il pesce che faceva arrivare direttamente dal Lago di Lesina?
