Il Galluccio ripieno del ferragosto è una sorta di piatto unico, monumentale e saporitissimo che accomuna un po’ tutte le genti di Capitanata. Un piatto, questo, che racconta molto di più di quello che si possa immaginare, la sua preparazione era un momento solenne, specie per le famiglie più povere, che potevano gustare la carne soltanto di rado. I suoi preparativi rappresentavano un momento di unione familiare, e per quelli meno abbienti, le cosiddette feste comandate erano le uniche occasioni, non senza dei costosi sacrifici, per poter aggiungere alle quotidiane verdure, delle pietanze più costose e con un potere calorico superiore. La preparazione del galluccio scaturisce dall’usanza, molto diffusa nei tempi passati, di allevare presso la propria abitazione polli e galline. Era un uso particolarmente diffuso tra quanti abitavano a pianterreno, o potevano disporre di un po’ di spazio all’esterno della propria casa.

INGREDIENTI:
- 1 galluccio da 1 kg circa
- Latte
- Mollica di pane
- Prezzemolo
- 1 uovo
- 100g di parmigiano grattugiato
- Cipolla
- Salsa di pomodoro
- Aglio
- Pinolo
- Uvetta
- Sale e Pepe
- Olio d’oliva
PROCEDIMENTO:
Spennare e svuotare il galluccio dalle interiora e cospargere d’olio l’interno. In una casseruola mettere le molliche di pane, meglio se raffermo, aggiungere il latte per far rinvenire il pane, il prezzemolo tritato, i pinoli, l’uvetta, il formaggio grattugiato, il sale e il pepe e l’aglio tagliato a piccoli pezzi.
Con le mani impastare gli ingredienti per ottenere la densità desiderata aggiungendo se necessario del latte. Utilizzare la farcia per riempire il galluccio da un’apertura nella pancia, da chiudere una volta terminato il processo di farcitura con dello spago alimentare.
A parte preparare sugo abbondante con il soffritto di cipolla. Immergere il galluccio e cuocere nel sugo per due ore circa a fuoco molto basso.
Il sugo del galluccio è abbinabile a tutti i tipi di pasta lunga adatta ai sughi di carne, come i troccoli o le tagliatelle, ma anche i maccheroni e gli ziti. La ricetta originale però prevede l’uso dei tradizionali troccoli.
LO SAPEVI CHE?
Lo sapevi che esiste un detto foggiano che recita “Chi magne gallucce e chi gnotte velene” (Chi mangia gallucci e chi inghiotte veleno), e fa riferimento a tutti coloro che non avendo terreni da coltivare a causa della povertà, non avevano possibilità di festeggiare con il gallo la festa del 15 d’agosto?
