LA PAMPANELLA

La pampanella è un piatto dell’antica tradizione gastronomica molisana e garganica, le prime testimonianze sono da attribuire a Michelangelo Manicone, padre francescano, naturalista e filosofo italiano vissuto a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo, che nella sua opera “La fisica Appula” indica il piatto come tipico dei pastori garganici, indicando che l’antica lavorazione del “porco cotto alla pampanella” veniva fatta grazie all’utilizzo delle foglie di felce e di altri alberi, appunto le pàmpane o pàmpine. Ancora oggi la sua paternità è contesa tra le cittadine di San Martino in Pensilis e di Serracapriola, molisana la prima, pugliese la seconda. Una cosa però è certa, il comune denominatore tra queste due regioni è senza dubbio la transumanza, processo che ha determinato e continua a determinare la nascita ed evoluzione di una serie di condivisioni culturali, sociali e gastronomiche straordinarie.

INGREDIENTI:

  • Un filetto di maiale completo di costate (vanno benissimo anche altri pezzi di carne come pancetta, lombo o prosciutto);
  • 4 spicchi di aglio;
  • pepone (peperone rosso essiccato);
  • peperoncino rosso piccante in polvere;
  • aceto di vino bianco, sale

PROCEDIMENTO:

In una terrina mescolare bene il pepone, l’aglio, sbucciato e tritato, una generosa presa di peperoncino rosso piccante e l’aceto necessario a bagnare e legare gli ingredienti.

Tagliare la carne a fette (meglio se si lascia unito un sottile strato finale) e passarla nel composto piccante.

Porre la carne in una teglia e coprirla con carta paglia ben inumidita. Cuocere nel forno a 180 gradi per circa due ore. A dieci minuti dalla piena cottura, prendere la teglia dal forno, eliminare tutto il grasso e togliere la carta. Aromatizzare il tutto con una spruzzata di aceto bianco e completare la cottura.

Servire ben calda e… BUON APPETITO!