ZEPPOLE DI SAN GIUSEPPE

Le zeppole di San Giuseppe sono un dolce molto diffuso in tutta la Puglia, preparate in occasione della festività di San Giuseppe che ricorre il 19 marzo e coincide con la festa del papà. Tra le tante teorie sembra che le origini di questo dolce risalgano al ‘500: difatti, si dice che furono frutto dell’idea di un pasticcere italiano a Parigi, preparati su richiesta di Caterina de’ Medici e lo stesso impasto oggigiorno viene utilizzato per diverse preparazioni. Altre teorie attribuiscono la sua nascita ai tempi dell’Antica Roma. Il suo nome viene dal latino cippus, che rappresenta un comune pezzetto di legno, un ceppo. I Romani la chiamavano così per via della sua forma: una zeppa piccola, fritta nell’olio bollente che si gonfia. Ecco la ricetta di questi bignè fritti dal morbido ripieno!

INGREDIENTI PER L’IMPASTO:

  • 400 gr di farina 00
  • 450 ml di acqua
  • 6 uova
  • 50 gr di strutto
  • sale (un pizzico)
  • olio extravergine d’oliva q.b.
  • zucchero semolato q.b.
  • amarene sciroppate q.b.

INGREDIENTI PER LA FARCITURA:

  • scorza di 1 limone
  • uova (4 tuorli)
  • 120 gr di zucchero
  • 80 gr di farina
  • sale
  • vanillina (1 bustina)
  • mezzo litro di latte

PROCEDIMENTO:

Per la crema lavare i limoni e grattugiare la scorza gialla senza arrivare alla parte bianca; in un contenitore sbattere solo i tuorli delle uova con lo zucchero e, quando compaiono le bolle, unire la farina, il sale e la vanillina. Versare il composto in una casseruola e aggiungere il latte e la scorza di limone. Accendere la fiamma molto bassa e mescolare sempre nello stesso verso con un mestolo di legno finché si raddensa e bolle 5 minuti. Lasciare raffreddare e mettere da parte.

Preparare la pasta bignè facendo bollire in un tegame acqua, strutto e sale; appena giunge ad ebollizione togliere dal fuoco, aggiungere la farina e mescolare, riposizionando il contenitore sulla fiamma, velocemente con un cucchiaio di legno fino a che il composto non si stacca dalle pareti della pentola (10 minuti); far raffreddare, aggiungere le uova all’impasto una alla volta e mescolare ancora. Mettere il composto in una sac à poche, utilizzando come supporto dei fogli di carta da forno unti di strutto e ritagliati in modo da contenere una zeppola di 10-12 cm (per le grandi) o 5-6 se si desiderano più piccole.

Realizzare delle ciambelline, scaldare l’olio in una padella ampia e friggere le zeppole in abbondante olio bollente con la carta forno che si staccherà dopo circa un minuto e andrà eliminata con una pinza. Quando le zeppole saranno ben dorate vanno sgocciolate e messe ad asciugare su carta assorbente. Quando si raffreddano vengono cosparse di zucchero semolato e guarnite con una siringa (da pasticcere) di crema pasticcera, completare ponendo un’amarena sopra ogni zeppola.

LO SAPEVI CHE?

Sapevi che celebriamo San Giuseppe il 19 marzo non a caso? Ai tempi delle prime zeppole c’era una festa molto borderline, la Liberalia, dedicata alle divinità dispensatrici del vino e del grano nel giorno del 17 marzo. I protagonisti delle Liberalia erano Sileno, Bacco e Apollo e in loro onore si bevevano fiumi di vino al miele e spezie e si friggevano queste frittelle di frumento da mangiare per strada, sia dolci sia salate. Oltre ai Liberalia bisogna tener conto anche della primavera: il 19 marzo si festeggia la fine dell’inverno con i riti di purificazione agraria. Non a caso ancora oggi molte comunità meridionali festeggiano San Giuseppe con grosse quantità di frittelle e grandi falò accesi durante la notte.